E poi è arrivata Vera…
Così si chiamava, un segno del destino, la mia nonna…Verbena, detta Vera.
Memorie.
E anche questa Vera taglia lo spaziotempo come un laser, nitido risveglio, e parla di Memoria.
Due artisti generosi e Gentili, nel senso di nobili, hanno inciso in 11 soli minuti, un messaggio che ha la precisione e la potenza di un bisturi.
Taglia il torpore sopito, risveglia, come il taglio di un foglio di carta, invisibile e bruciante.
Vera: Umanità, ricordi? Ricordi le Emozioni? Ricordi il Sentire? Ricordi il battito del Cuore? La pulsazione della Vita come Ritmo dinamico, non come codice statico, con cui diventiamo statiche composizioni di barre, invece che ri-sonanti Persone.
Per Sona. Pearls, il padre della Gestalt illumina la radice latina e l’etimo dell’espressione: colei che si manifesta attraverso il Suono (per inciso… il Suono è l’origine della Vita).
Siamo risuonatori di Memorie, di Emozioni, di Passi, di Azioni, di Gesti, di Pensieri, di Luce.
Vera si chiama così. VERA….
Abbiamo avuto in dono dagli artisti Giustino Di Gregorio e Manuela Cappucci (www.minuslog.it ) la possibilità di incastonare questa gemma dentro alla nostra danza, dove continuamente il Corpo è celebrazione della ricerca nel Tempio.

Abbiamo portato la nostra Danza, quella del Corpo che si cura danzando e riscoprendo la propria libertà, la propria origine organica e respirante, esorcizzando la malattia in una catarsi evolutiva di ricerca, nell’adesione al Vero della Vita pulsante.
Un vero che non è patinato, semmai è spettinato, come i petali di un fiore esposto agli elementi… sole, caldo, vento, tempesta, luce, buio, freddo… E anche quiete perfetta.
Quella che nasce da dentro, nel profondo. Lo Stato di Grazia. Lo stato in cui tutto fluisce, naturalmente, nella totale adesione al momento. Oggi la chiamano anche Mindfulness… Noi la chiamiamo Danza. SI tratta di Presenza, Essere nel movimento della Vita.
Abbiamo danzato aprendo una finestra anche per i più piccoli, nipoti di 8, 11, 16 anni che danzano assieme alle loro nonne e zie… cosa hanno toccato? “Qualcosa che non si può spiegare, ma ho capito che nella vita puoi sempre rialzarti e continuare…” La malattia si fa ponte di crescita, fiducia, speranza, coraggio.

Grazie a Vera…!