L’idea è sorta a valle del percorso di Mindfulness nel 2022 dopo i feedback delle ragazze che avevano seguito il percorso on line; emergeva in modo affascinante che ciascuna di loro aveva integrato nel quotidiano la modalità della consapevolezza, usandola come un pennello con cui dare nuove sfumature agli atti quotidiani…
Questo di fatto è l’obiettivo profondo della pratica Mindfulness, dare forma ad un un modo di essere, plasmare la consapevolezza come fosse una statua che emerge, sbozzata piano piano dal marmo dell’inconsapevolezza in cui i nostri atti quotidiani sono immersi…
Ammirata per quello che le ragazze on line avevano conquistato è stato immediato pensare a sperimentare lo strumento della mindfulness, i suoi criteri e le linee guida che lo supportano, orientandolo specificamente all’universo alimentare.
Il progetto ha preso forma grazie alla preziosa collaborazione di un biologo nutrizionista, Davide Iozzi, che ha accettato di condividere questo viaggio, mettendo a disposizione del percorso le sue competenze, gia sperimentate con successo dalla nostra Silvia per combattere i suoi dolori.
Abbiamo unito il trasformare in consapevolezza l’atto del cibarsi con il regime ipoistaminico che il Dr Iozzi da anni propone con successo nell’ambito delle patologie reumatiche e in generale come ottimo strumento di miglioramento della salute per le situazioni infiammatorie.
Abbiamo viaggiato spostandoci dal mangiare, senza consapevolezza e senza attenzione, al nutrirsi, come luogo di trasformazione alchemica, tempo e spazio in cui si prende consapevolezza che stiamo introducendo qualcosa di esterno dentro di noi.
Nutrirsi è IL processo vitale per definizione, ci si nutre di Respiro, di Bellezza, di Arte, di esperienze, di relazioni E di Cibo.
E’ tuttavia sorprendente come quando si tratta di cibo siamo diventati totalmente inconsapevoli di essere al cospetto di un vero e proprio momento rituale, che tocca molti aspetti della personalità e dell’Essere.
Nutrirsi significa avere una relazione con il cibo e con il momento del pasto, riscoprire che si tratta di un Tempo, di una azione che contiene dentro di sé molti altri codici: il respiro, la postura, la velocità, lo sguardo, la sensibilità alle consistenze e ai colori. E’ ascolto.
Nutrirsi significa gustare.
Gustare significa accedere alla Sapienza di tutti i sensi (già Dante aveva qualche idea in proposito…!!).
E’ impossibile Gustare se il respiro non sostiene il viaggio, se il Corpo non è accomodato adeguatamente, se il tempo e il modo della masticazione sono inconsapevoli e frettolosi, se non abbiamo relazione con i profumi, le consistenze, i colori degli esseri che stiamo incontrando e immettendo dentro di noi.
Interi universi si schiudono quando entriamo in una relazione consapevole con il cibo.
Nutrirsi significa infatti accedere alla relazione che abbiamo con noi stessi e con il mondo…. Si potrebbe dire “dimmi non solo cosa, ma come mangi, e ti dirò chi sei…” E come stai…
Si tratta di chiavi che riverberano profondamente sullo stato di salute e sulla qualità della vita, nutrirsi invece che mangiare è un atto terapeutico nella misura in cui diventa prendersi cura di come si tocca una verdura, come si mette in bocca il cibo, entrando in un tempo contemplativo dell’azione vissuta e sentita.
In una Relazione.
Può essere appassionante e anche divertente…
Accade persino che l’ossigenazione del corpo cambi, le dinamiche compulsive si acquietino, il senso di fame diventi altro, le porzioni misurate siano una conseguenza e non più una sofferenza.
Il gusto del cibo esplode letteralmente nella bocca, permettendo la digestione nel primo luogo dove deve avvenire: nell’oceano ancestrale della salivazione.
Cosi descrive la sua esperienza Adriana, una delle partecipanti:
Ho partecipato al percorso di consapevolezza della nutrizione prima con curiosità, poi con crescente interesse.
Con meraviglia ho appreso l’importanza che può avere l’essere consapevoli dell’atteggiamento che si assume quando ci si accinge a consumare i pasti.
Generalmente la fretta o il forte appetito del momento non mi hanno mai fatto pensare all’importanza dell’atto di introdurre cibo, di masticare e di assaporare ciò che costituisce il pasto.
Non avrei mai pensato che un piccolissimo boccone potesse essere così ben gustato fino a produrre la sazietà di un pasto completo. Dopo una lunga permanenza in bocca, il piccolo boccone, analizzato nelle sue varie qualità dalla lingua, dal palato e infine triturato dai denti e deglutito mi ha fatto sentire sazia.
Non solo la bocca, ma tutto il corpo partecipa al momento dell’assunzione del cibo e di ciò ci ha aiutato a prendere consapevolezza Ilaria, la nostra istruttrice che ci ha guidate in questo esercizio con notevole perizia.
Nutrirsi significa infatti portare in tavola tutti i Sensi, e sedersi con tutto il Corpo presente; un atto rituale, come lo era quando era normale che prima di toccare cibo a tavola ci fosse un segno di Ringraziamento e Benedizione. Gesti di Consapevolezza, Cura e Coraggio.
Come modificano queste tre C la nostra relazione con il Cibo? Trasformando il Mangiare in Nutrirsi.
La qualità e la tipologia degli alimenti sono il punto di partenza, come spiega il Dr Iozzi l’istamina è un severo avversario degli stati infiammatori, ma come ci insegnano gli orientali l’arte di combattere richiede strategie cioè relazione con la complessità del fenomeno.
Non basta evitare, è opportuno accogliere nella consapevolezza perché la dieta sia Dieta, cioè riunione, incontro, assemblea.
Buon appetito… l’esperienza ripartirà nel 2023… !!!


