Sarà stato il 2004, un’estate diversa, stavo completando il mio percorso di psicoterapia, percorso obbligatorio per accedere al diploma in danzaterapia. La psicoterapeuta, forse stremata dalle mie qualità aeree, nel tentativo disperato di radicarmi mi parla, apparentemente in modo casuale, di un certo africano, che conduce seminari estivi in un campo di ulivi… Racconta ridendo che in quel seminario che lei ha fatto si è trovata “terra in tutti i buchi del corpo, nessuno escluso…” anche settimane dopo essere tornata a casa…
La lascio, perplessa e poco convinta, anche se mi porto via il volantino che sempre senza parere mi porge… “Se ti interessa… magari…”
Credo di avere chiamato mesi dopo per caso la segreteria del seminario, solo perché in quel momento della mia vita tutto ciò che anche vagamente profumava di Africa era oro. La segretaria mi dice “Devi parlare direttamente con Coldy… se non hai esperienza di seminari con lui in sala non so se puoi venire in natura, anche se hai fatto tanta danza, meglio che vi parliate direttamente”.
Lo chiamo e, in francese, dato il suo cognome, gli spiego tutto… Mi accoglie, ci vedremo in luglio a Tuscania.
Era aprile inoltrato… passano i mesi… non so, e nemmeno posso immaginarmi cosa accadrà…
Sta per compiersi una svolta nella storia della mia vita, e io vado incontro a questo seminario nella più completa incoscienza.
Luglio… Ulivi, arrivo…!!! Si conoscono tutti e tutti mi guardano perplessi quando dico che non ho mai fatto in vita mia danza sensibile… Mai???? No, mai, nemmeno una volta. Non capisco la loro perplessità, cosa sarà mai questa cosa…. Sono anni che faccio pratiche corporee di ogni genere, dalla danza dei 5 ritmi alla danza afro, sto finendo la formazione in danzaterapia e ho studiato per 25 anni danza classica con insegnanti della Scala… perche tutta questa perplessità…??? Bho, strana gente penso…
<span”>Finalmente arriva Monsieur Coldy… mi aspetto chissà chi… e non capisco che… è lui! Un signore minuscolo, magro, mingherlino, con la pelle bruna olivastra e grandi occhi… Bho… Parla tranquillamente italiano, anche se con buffe parole di sua invenzione… gli parlo in francese, e lui mi domanda perché mai non parlo in italiano, se sono italiana… Cominciamo bene!!! Il francese è lui, … bho. Strano personaggio… Certo non è un vatusso..
Il giorno successivo appuntamento al Campo di ulivi alla mattina presto, ore 6,30. Il mio entusiasmo non cala, per ora! Si entra scalzi, e si procede con la lentezza tipica della camminata kinin della meditazione zen… la pratico da anni, il problema non è quello… ma la terra, fredda a quell’ora, piena di palline spinose che pungono i piedi… magnifico.
Al secondo giorno convengo con una delle mie compagne di appartamento: forse siamo capitate nel posto sbagliato, potremmo anche andarcene, invece che pagare per fare questa assurda cosa. Ci facciamo una risata e ci diamo un paio di giorni per decidere.
Al pomeriggio tra gli ulivi il Maestro mi osserva senza fare un commento, poi propone una pratica apparentemente banale: rotolare da una parte all’altra del campo. Gli “iniziati”, i “sensibili” come li chiama lui, iniziano ovviamente per primi…
Osservo stranita senza risposte, sembra un branco di bradipi sazi… sono perplessa, ma non pare così difficile… Mi butto a rotolare, ammaccature a parte, il tempo che loro arrivano in fondo al campo io sono andata e tornata avanti e indietro tre volte. E ho terra ovunque, dalle orecchie alle mutande… Oltre alle palline spinose attaccate ai capelli in modo irrimediabile… per una cittadina come me non c’è male… gradevolissimo… Ci riprovo, rallentando, la mia rotolata finisce dove è iniziata, vuole dire che mi avvolgo attorno alla mia testa invece che procedere nello spazio… Interessante… come dire che nella mia vita la sfera dominante è quella del mentale e non c’è spazio per emozioni e istinto… Ah… questa vista da un nuovo punto di vista è piuttosto eclatante…
Il Coldy, senza scomporsi, con la sua francesissima r moscia si rivolge alla giovane assistente : “Cristina, per favore, potresti occuparti di Ilaria…?” Mi domando di cosa possa mai occuparsi e mi rassegno a cercare di capire quello che la povera Cristina con dolcezza cerca di farmi sperimentare…. Le radici… Ci metteranno, scoprirò nel mio tempo di vita, tre anni per crescere!!!!!
Il giorno dopo, siamo a metà della settimana, mostro a Cristina il mio corpo completamente ricoperto di lividi, chiedendole dove trovare una farmacia… dalla sua espressione “occhi tipo uova al burro” capisco che c’è qualcosa che non va… domando fantozziana ed esitante: “Ma perché… non è normale ridursi così???”
La risposta ovviamente è negativa… solo io ho ingaggiato una lotta furiosa con la terra, dura, pungente, secca, perforante, invasiva… Gli altri, il branco dei sapienti Sensibili, no, assolutamente… la incontrano delicatamente, ci affondano rispettosamente, la ascoltano, e lei si apre e li fa entrare. Nemmeno un graffio.
Scopro giorno dopo giorno il Mistero della Terra, il profumo della corteccia dell’Ulivo, Maestro del Campo, e formula per me inedita, la delicatezza. Coldy si avvicina mentre sono su un albero, sfiora il dito mignolo del mio piede come se fosse la gota di un neonato, solo per suggerire alla minuscola falange di sentire il contatto con la corteccia, solo in appoggio, senza prensione… Dentro di me esplode un mondo. Fulminata.
E’ la rivoluzione. La pratica mi abbaglia e commuove. La gentilezza è la chiave di tutto. Precisamente nel punto in cui il Corpo ha sete del messaggio. Con la precisione di un agopuntore, con la delicatezza di un’ostetrica che assiste alla nascita dell’Essere. In ogni attimo, in ogni tocco, in ogni gesto l’anatomia è esperienza poetica. Senza una sola parola. Solo attraverso il Corpo e il Tocco nella totale Presenza.. Solo il silenzio può dire l’infinita commozione di questa esperienza. Per questo oggi la riconosco e la accolgo con grande e silenziosa gioia del Cuore, quando le persone la incontrano. Questa è la danza Sensibile. E’ cominciato il mio viaggio nella direzione del mio vero Sé.
Seguono anni di pratica appassionata ovunque nel mondo, in sala e in natura, decine di seminari per riuscire a toccare la pienezza del mistero: il Vuoto. Il vero protagonista di questo incontro è il Sacro del Corpo, nel tempo organico del respiro primario. Il Maestro mi chiede di smettere di leggere libri e teorie, e di leggere solo il Sacro Libro del Corpo attraverso il Sentire. Così è.
Claude, così si fa chiamare e tutti chiamano il Maestro Coldy, ha uno stile singolare, è artista e danzatore, elegante non solo in ogni gesto, ma persino nel respiro. Eppure si offre accessibile e umile. Non redarguisce, non impone. Propone. Respira come chi ha studiato per anni le arti marziali e sa respirare senza muovere una piuma posta davanti al viso; cammina come se fosse sul palcoscenico dell’Opera di Parigi, città in cui è nato, e piroetta sulle mani come solo un uomo delle Antille può fare. Lui si definisce un viaggiatore. Lo è. Viaggia in diversi mondi e in diversi saperi, con la sua sensibilità acuta e speciale, e quando gli chiedi “Chi sei?” risponde “Sono un Uomo”. Potrebbe tranquillamente atteggiarsi a Guru e fugge come la peste questa maschera.
La sua creatività è infinita, entra in relazione con le strutture profonde del corpo, con il sistema fasciale profondo, e ci accompagna nel mistero danzante della biologia come solo un osteopata può fare, in un ascolto totale che si affaccia sul mistero della nascita del movimento, l’orlo dell’origine cosmica della vita.
La sua danza è polvere di stelle e terra al tempo stesso. E’ acqua che fiorisce in una verticalità oscillante.
E’ sempre presente, vede tutto. Ma soprattutto sente tutto. Non con le orecchie. Con il Corpo. Posa una mano, e il corpo toccato risponde. Se ascolti, generi ascolto, cioè accoglienza. Che è la chiave di ogni cosa. Poiché non c’è nulla da sapere, il sapere nasce solo dall’ascoltare. Per questo uno dei cardini della Danza Sensibile è il Tocco.
Questo è il suo insegnamento, la Via: sentire con il Corpo, Essere totalmente nella presenza accogliente di ogni minuscolo e spontaneo movimento della Vita, essere al servizio, e non al comando, dell’Essere e della sua Organicità. Quella organicità misteriosa della Geometria Sacra scritta nel Corpo, che non a caso San Paolo chiama Tempio, che noi talvolta, nella nostra arrogante ignoranza, nemmeno immaginiamo di portare, inscritta dentro alle proporzioni dei nostri corpi. La via della Riscoperta.
Per toccare questo Claude invita a stare in un tempo organico, non fine a se stesso, ma utile a spezzare gli automatismi reattivi. Te lo mostra a cosa serve: salta come una molla con capriole e jetes tipici della danza contemporanea e jazz, guizza come una saetta entrando in una piroette per mostrare a cosa serve la lentezza cui invita, “per sentire, non per fare, un movimento. Perché il movimento del Danzatore è Verità, non forma. La forma è una conseguenza”. Danzatore, non ballerino.
Coldy è profondamente intriso di gentilezza buddista, di sapere yogico, di teatro, di mimo, ha studiato con i grandi maestri francesi, e si nutre di osteopatia e ostetricia, di apnea e free klimbing, di monopinna e deserto. Per questo ti porta a danzare dentro alla terra arata di un campo di Ulivi secolari.
Dopo una settimana ero finalmente anche io lenta (non lentissima!), accedevo a una dimensione di consapevolezza del movimento che mai, in tanti anni di studio del Corpo e del movimento, avevo incontrato. Appena rientrata a casa ho smantellato i muri del mio trilocale per poterci rotolare lentamente in tutta la sua lunghezza, ho detto addio al mio vecchio lavoro in tutte le sue forme e mi sono tuffata in questa ricerca che aveva completamente trasformato la mia vita in una sola settimana. Potenza delle geometrie del Corpo.
Ho incontrato successivamente gli osteopati che insieme a Claude Coldy hanno creato il metodo della Danza Sensibile, maestri di ascolto e sapienza, che mi hanno mostrato la Danza del Tutto in ogni cosa e in ogni attimo. Dopo decenni di studio e ricerca, formazione e seminari posso permettermi di offrire alle persone ciò che ho incontrato e studiato, in questa pratica fatta di consapevolezza, profondità e verità del Corpo. Per questo quando è sorta la moda della mindfulness ho sorriso, dopo tanti anni diventava moda ciò che coltivavamo da decenni! Non eravamo più “gli strani”, ma portatori di un sapere acquisito ed integrato che ora veniva divulgato con un nuovo sguardo alla comunicazione e al marketing.
La Danza Sensibile è una pratica che genera tranquillità, che pacifica i tessuti interni e i corpi, che regala un nuovo modo di camminare e di stare con i piedi non sulla terra ma nella terra, che permette di respirare in armonia con il movimento della nostra colonna, sciogliendo i disagi posturali, che tranquillizza il respiro rendendolo più profondo e ampio, che permette di accedere alla motilità delle articolazioni anche quando sono dolenti e infiammate, che abbassa il livello di dolore, anche di quello cronico, che risveglia lo stato vitale, che restituisce la gioia di vivere anche alle persone depresse, che apre le porte della vera danza della vita a tutti, uomini e donne, professionisti di ogni categoria e ambito che vogliano semplicemente divenire consapevoli del proprio Corpo, cioè di chi sono, e viverlo nella pienezza delle sue risorse. Vieni a provarci anche tu? Nel mezzo del cammin di nostra vita….


