La Danza Sensibile®, è una pratica di movimento nata dall’incontro di Claude Coldy, danzatore contemporaneo, con Jean Louis Dupuy e Marie Guyon, entrambi osteopati.
La pratica permette a tutti, a qualsiasi età e condizione fisica, di sperimentare il Corpo come luogo di relazione, quiete e di ricerca e sviluppo delle proprie potenzialità e dei propri bisogni.
E’ una pratica che nasce dall’anatomia e ne fa poesia, nello stupore rispettoso per il miracolo del Corpo.
Aikido, yoga e osteopatia craniosacrale biodinamica si fondono in un movimento dolce, lento e accessibile a tutti che diventa una lenta danza guidata dal respiro.
Pur essendo una pratica nata per artisti e danzatori è molto flessibile ed adattabile alle persone di qualsiasi età e condizione fisica.
Ho adattato e proposto spesso questa pratica alle persone affette da dolori cronici incontrando con successo il cambiamento di parecchi aspetti motori e della loro qualità di vita.
Come parliamo della danza del Cosmo, delle stelle, dei pianeti, degli uccelli in volo, delle nuvole, possiamo accedere alla Danza organica del nostro Corpo, come lui è.
Senza giudizio e senza tecnica, semplicemente nel Rispetto del qui e ora, guidati dalla pura sensazione, dal sentire e dal respiro.
Nasce cosi il movimento consapevole.
Grazie alla sue radici teoriche la Danza Sensibile® permette di sperimentare, in modo immediato e semplice, il senso Vero della parola Danza: un movimento armonico che obbedisce alle leggi dell’Universo.
In questo movimento si incontrano sensazioni che rendono più sereni e tranquilli, che abbassano il livello di stress e di ansia del quotidiano, e regalano un viaggio senza tempo.
Nulla dopo la sessione è più come prima!!!
Ciascuno, secondo le proprie possibilità fisiche sperimenta la consapevolezza di:
RIPRENDERSI IL TEMPO: nella Danza Sensibile®, il Tempo si dilata.
Si scivola dolcemente in un movimento che deriva dall’ascolto della sensazione.
La sensazione di chi partecipa è vivere in un tempo dilatato, sospeso.
Nella lentezza il Corpo esplora il Tempo assoluto: il proprio tempo organico.
Si entra in un tempo di relazione e di ascolto: verso se stessi, verso lo spazio circostante e verso gli altri.
Non è una lentezza fine a se stessa figlia del controllo, al contrario è assaporare, gustare il movimento nel suo sorgere, manifestarsi ed evaporare.
IL SUONO: per viaggiare in uno spazio più ampio.
L’onda sonora è un tocco preciso e profondo che ci raggiunge, ci attraversa e incontra intimamente.
Siamo fatti di musica, dunque l’elemento musicale e sonoro che viene proposto non è un suono di “accompagnamento” e nemmeno di un ritmo direttivo.
Si tratta di un materiale specifico, evocativo di spazi, con una connotazione temporale aperta, che sostiene l’incontro con l’apertura.
L’ASCOLTO: per ritrovare la fiducia e la quiete.
La pelle è la parte più esterna del cervello.
Per questo lo strumento principe è un sentire che si manifesta attraverso il tocco.
Il tocco del suono sul corpo.
Il corpo che sente e tocca la terra,.
Infine, un tocco rispettoso e delicato che si deposita solo per ascoltare.
Non per toccare, ma per ricevere e ascoltare dalle proprie radici.
Tornare alle radici significa sentirsi più forti e più stabili.
L’ascolto e la scoperta esperienziale della relazione con la terra è il ponte verso un radicamento che consenta, una volta integrato, un processo di verticalizzazione consapevole e pacificato.
Dal punto di vista emozionale e psicofisico chi si avvicina alla pratica riconosce i seguenti cambiamenti:
In generale le persone riportano spesso i seguenti miglioramenti:
Abbiamo condotto una ricerca con ALOMAR (Associazione Lombardia Malati Reumatici; Alomar Sondrio e Alomar Milano) per misurare gli effetti benefici di questa pratica di movimento adattata sulla qualità di vita delle persone affette da patologia reumatica.
Molte, il 90%, sono le osservazioni relative al miglioramento sia della flessibilità e della sicurezza motoria e articolare sia dei propri comportamenti di autoaffermazione e consapevolezza, e della qualità dell’umore.
Rispetto alla sospensione del dolore il 60% registra una sospensione temporanea (durante la sessione), il 20% parla di una sospensione del dolore che dura anche la notte successiva all’incontro mentre per un ulteriore 20% la sospensione e l’attenuazione del dolore è quantificata in alcuni giorni.
In alcuni casi si è registrata la diminuzione dei dosaggi dei farmaci assunti, in un caso specifico la sospensione dell’assunzione di farmaci per dormire che venivano assunti da una decina di anni.